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mercoledì 3 giugno 2020

La teoria dei sei gradi di separazione e la diffusione del Covid-19

Secondo l'ipotesi dei sei gradi di separazione, ognuno può essere legato ad un altro attraverso una catena di conoscenze che passa attraverso cinque individui. Questa è la prima teoria del "mondo piccolo" e oggi più che mai sono molti i segnali del fatto che siamo un'unica grande società. Uno di questi segnali è il veloce dilagare delle epidemie, argomento alquanto attuale in questo periodo storico. Infatti, sin dalle prime notizie del focolaio del Coronavirus di Wuhan, l'allerta è presto diventata elevata in tutto il mondo. La libera e velocissima circolazione degli individui e delle notizie non è più evento eccezionale e difficoltoso e le conseguenze che ne derivano non sono di certo imprevedibili. La rapida ed inesorabile diffusione del virus, potenzialmente arrivato in tutto il mondo con sei strette di mano, e anche delle notizie (fake news) dimostra ancora una volta come i confini dei Paesi siano ormai una costruzione mentale e ciò giustifica l'interdipendenza e l'interconnessione delle relazioni tra cittadini della stessa nazione e non. Anche se i legami sono invisibili, siamo tutti uniti e connessi: siamo tutti più vicini e liberi, così come lo sono anche le informazioni.


domenica 31 maggio 2020

La Netiquette - STEP #21

Il Web ha dato ad ognuno di noi la possibilità di comunicare in modo pressoché illimitato: questa connessione virtuale ci permette di relazionarci, grazie ai mezzi informatici, con altre persone, conosciute o meno.
Simultaneamente allo sviluppo tecnologico, e dunque della possibilità crescente di interazione, si è affermata la necessità di regolarizzare questo spazio virtuale di scambio di informazioni. E' chiaro che il comportamento degli utenti in rete debba essere dettato dal buon senso: mai come oggi appare importante interrogarsi intorno al senso del nostro agire comunicativo.
Non è solo importante ciò che trasmettiamo, ma anche il modo in cui lo facciamo e dunque la nostra condotta nel Web. A questo proposito è significativo notare che la comunicazione in rete, fin dalle sue origini, ha sentito il bisogno di creare alcuni principi di buon comportamento definiti "netiquette", neologismo nato dalla fusione della parola inglese network con il termine francese étiquette.
Quella approvata dalla Registration Authority è un insieme di regole e norme in larga parte orientata alla buona educazione e al buon senso in rete, in alcune affermazioni si intravede il tentativo di definire un'etica della comunicazione ispirandosi a valori comuni che dovrebbero essere osservati da tutti: riflettere prima di una qualsiasi azione, rispettare la privacy altrui, cercare di essere chiari e precisi nella comunicazione.
Tuttavia è risaputo che questi presupposti vengano completamente disattesi nella pratica in moltissime situazioni, e il fenomeno dei media ha amplificato questa situazione.
L'origine degli studi dell'etica della comunicazione è legata al nome di Karl Otto Apel: il filosofo tedesco fonda la sua ricerca sulla necessità di costruire un'etica razionale universale e sul concetto chiave che ogni argomentazione implichi un insieme minimo di regole.

I princìpi espressi dalla netiquette e le regole di Apel sono importanti e potrebbero, se rispettati, garantire una buona qualità della comunicazione in rete. Scontano tuttavia il limite di essere poco conosciuti e di rappresentare una visione ritenuta probabilmente troppo formale.


Le norme di comportamento sul Web sono essenziali e dovrebbero basarsi sul rispetto delle libertà personali, sull'idea di responsabilità, sull'importanza dell'aspetto informativo e sul valore dell'ascolto.




                                                                                                                                                                                                           Karl-Otto Apel



Fonte:
https://it.wikipedia.org/wiki/Netiquette

martedì 19 maggio 2020

Google Maps e la teoria dei grafi

Google Maps si basa su un algoritmo molto semplice ma incredibilmente efficace: l'algoritmo di Dijkstra. Esso prende il nome dal suo inventore, Edsger Dijkstra, uno dei fondatori pionieri dell'informatica moderna. 
Ecco come ebbe l'intuizione: era una mattina del 1956 e Dijkstra, che allora lavorava come programmatore al Centrum Wiskunde & Informatica (CWI) di Amsterdam, stava passeggiando con la sua fidanzata per fare un po' di shopping. Quando stanchi di camminare si sedettero a un tavolino di un caffè, lo scienziato olandese ebbe un'illuminazione: in soli 20 minuti, davanti a una tazza di caffè, progettò l'algoritmo che lo avrebbe fatto entrare nella storia dell'informatica.
Egli si servì di un grafo per descrivere la mappa della città: gli archi rappresentano le strade mentre i nodi sono gli incroci, ossia tutti i punti in cui è possibile scegliere quale strada prendere.
Grazie a questo modello, dato un punto di partenza e un punto di arrivo, all'interno del grafo stesso, l'algoritmo trova il "cammino minimo" che collega i due punti, ossia la sequenza di archi che minimizza il tempo stimato di percorrenza.



Fonte:



giovedì 14 maggio 2020

Il lato oscuro della rete - STEP #15

Le reti telematiche, nelle loro diverse configurazioni, sono lo strumento della nuova rivoluzione tecnologica che ha trasformato e trasformerà l'economia mondiale e la vita quotidiana. Internet è la rete per eccellenza, un sistema in cui lo spazio reale e virtuale si sovrappongono, si integrano e spesso si confondono, dando luogo ad un sistema di interazione e comunicazione complesso e articolato.
In questo mondo iper-connesso ognuno di noi è ormai uno dei nodi di un'immensa rete di individui tutti collegati tra loro: la rete, oggettivamente parlando, è eticamente neutra, non è né un bene né un male, è un mezzo a nostra disposizione, ed è l'uso buono o cattivo che ne fa l'uomo di libero arbitrio, che la può rendere strumento di civiltà o di regressione.
L'analisi della criticità di questo mezzo, nei limiti dello sviluppo, deriva dall'osservazione generale della "datificazione" delle nostre vite: le nostre abitudini, i nostri spostamenti, ciò che scriviamo sui social network. Al giorno d'oggi ogni nostra azione è potenzialmente rintracciabile e convertibile in dati: questo fenomeno viene definito da numerosi studiosi come "quantified self" (io quantificato).
Ecco svelato il paradosso tecnologico: da una parte l'inquietante consapevolezza di essere costantemente "quantificati" e "datificati", il progresso tecnologico infatti non deve entrare in conflitto con il rispetto della persona e la sicurezza dei dati personali; dall'altra l'enorme potenzialità della rete e la sua grandissima utilità, di cui ormai non possiamo più fare a meno.




Fonti:
http://www.marketrevolution.it/quantified-self-wearable-technology/
https://diagnostiche.campusnet.unito.it/att/RETI_TELEMATICHE2.pdf




giovedì 7 maggio 2020

Il piano di Milano per favorire l'uso della bici - STEP #14

A Milano, una delle città più inquinate dell'Europa occidentale nonché una delle più colpite dal coronavirus, la situazione è critica: con l'allentamento delle restrizioni si teme che saranno molto più numerosi i cittadini che inizieranno a spostarsi con mezzi privati, diffidando di quelli pubblici per paura del contagio, e questo causerebbe un ulteriore incremento dell'inquinamento rispetti ai livelli precedenti.  Per questa ragione, il comune ha da poco annunciato che intende realizzare, entro settembre, 23 chilometri di nuovi percorsi ciclabili e altri 12 entro la fine del 2020, in modo da favorire uno spostamento sostenibile e offrire un'alternativa ai mezzi pubblici.



Mappa attuale delle piste ciclabili a Milano


La mappa delle piste ciclabili attuali presenta una serie di linee sconnesse e poco collegate tra loro: i ciclisti sono spesso costretti a procedere a zigzag fra tratti riservati, strade e marciapiedi, particolare che disincentiva l'utilizzo della bicicletta da parte dei cittadini.

La metodologia con cui verranno realizzati i nuovi percorsi ciclabili è detta urbanistica tattica: è nata alcuni decenni fa da alcuni gruppi di attivisti con l'obiettivo di favorire una mobilità più sostenibile, ma in Italia è ancora una discreta novità.
L'intento è quello di creare una rete continua che incentivi i cittadini a spostarsi con questo mezzo alternativo in sicurezza. Il percorso, non a caso, ricalca quello della metropolitana.

Fonte:
https://www.ilpost.it/2020/04/29/milano-piste-ciclabili-coronavirus/

lunedì 27 aprile 2020

Distanti ma connessi - STEP #11

In questo periodo storico, tanto complicato quanto unico, una parola è ricorrente e sulla bocca di tutti: distanziamento sociale. Sembra essere il concetto chiave che, per il momento, si propone come unica arma di fronte a questo nemico invisibile. L'uomo è per definizione un essere sociale, per questo motivo sentiamo la necessità di riunirci e, adesso più che mai, patiamo questo isolamento che è necessario certo, ma comporta dei sacrifici per ciascuno di noi. Fortunatamente viviamo nel 2020 e, grazie alla tecnologia, la separazione dev'essere solo fisica: possiamo infatti rimanere connessi per mezzo di tutti gli strumenti a nostra disposizione. Ecco che il mondo sta andando avanti grazie ad una rete invisibile e virtuale che ci tiene al contempo distanti ma uniti. 




Wuhan, 23 marzo 2020
Operai della Dongfeng Honda mangiano a distanza di sicurezza

Immagine tratta da Internazionale

Riferimenti:

giovedì 2 aprile 2020